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Chiesa Cristiana Evangelica "dei fratelli" di Abbiategrasso

Gesù disse: "Io sono la via, la verità e la vita, nessuno

viene al Padre, se non per mezzo di me" (Giovanni 14:6)

Niente più condanna!

 

Ogni persona che vive in questa società, su quale base può essere reputato assolto o condannato?
 
Sull'osservanza o meno di una serie di leggi che governano la società in cui viviamo, che pretendono osservanza. Anche l'uomo in Eden aveva un comando da osservare, di non mangiare dall'albero della conoscenza del bene e del male. La pena era la morte. L'uomo ha trasgredito ed è stato condannato da Dio, diventando così peccatore, avente la Sua giusta ira sulla propria testa e il Suo giusto giudizio avente come risultato la condanna eterna, l'inferno, la separazione da Dio.
 
In Romani 8:1-4 Paolo parla del problema della condanna dell'uomo “Non c'è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù”... Cristo è la soluzione alla condanna dell'uomo! Paolo descrive la presenza di due leggi “perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte” la legge dello Spirito della vita in Cristo mostra l'unicità e la sufficienza della Sua opera, l'unica soluzione per essere liberati dalla morte, ossia dalla lontananza da Dio a causa del peccato. Non c'è altro modo, non c'è altra soluzione, solo la legge della vita libera dalle legge della morte.
 
Paolo entra più in profondità con il suo discorso “Infatti, ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha fatto;” Dio ha preso l'iniziativa di salvare l'uomo perché per lui era impossibile farlo. L'uomo è peccatore perché è ad immagine di Adamo, che a sua volta è ad immagine di Dio. Egli ha perso l'originale immagine di Dio a causa del peccato di Adamo e ha acquisito la sua corrotta dal peccato.
 
Ognuno di noi però è comunque colpevole a causa delle propri scelte quotidiane, perché disobbedisce volontariamente a Dio con la propria ribellione. In che modo Dio ha risolto in Cristo il problema della condanna e della legge del peccato? “mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne” Dio ha mandato il proprio Figlio, l'unico Suo, impronta della Sua essenza, immagine della Sua gloria, nel quale Dio trova tutto il Suo compiacimento a causa della santità del Figlio, affinché Cristo potesse prendere la forma di quell'uomo che doveva salvare; Dio ha condannato il peccato dell'uomo e la sua maledizione punendo il Figlio e imputato all'uomo la Sua osservanza della legge di Dio e la Sua giustizia viene imputata all'uomo peccatore. Cristo ha adempiuto la legge per l'uomo e con la Sua morte l'uomo beneficia della Sua obbedienza e santità, come se fosse lui stesso a obbedire alla legge di Dio “affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito.” Quindi la nostra capacità e volontà di glorificare Dio, nella nostra vita quotidiana, è frutto dell'obbedienza di Cristo e una reale obbedienza dimostra di aver beneficiato della sostituzione di Cristo e della liberazione dalla condanna.
 
Giovanni Calvino nella sua “Istituzione della religione cristiana” scrive: L'uomo non smetterà mai di tremare in sé stesso, finchè non si sarà convinto che Dio ci è propizio unicamente attraverso l'espiazione datagli da Cristo, il quale ha portato il peso della sua collera. Insomma, dobbiamo cercare la pace soltanto negli spaventi e nelle inquietudini di Cristo, nostro redentore.
 
Fabio Galasso