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Chiesa Cristiana Evangelica "dei fratelli" di Abbiategrasso

Gesù disse: "Io sono la via, la verità e la vita, nessuno

viene al Padre, se non per mezzo di me" (Giovanni 14:6)

La prova … un dono poco gradito

 

Ricevere un regalo è sempre un’esperienza emozionante, soprattutto quando è inatteso e quando chi ce lo dona è qualcuno a cui vogliamo bene e che ricambia il nostro affetto. Tuttavia, questa piacevole emozione può a vote dissolversi se, dopo aver scartato il nostro dono, non lo troviamo affatto gradevole; spesso, questa sensazione è il frutto di una errata aspettativa oppure di un fraintendimento circa la finalità, vista dall’ottica del donatore, del dono stesso. Qualcosa di simile accade, molto più spesso di quanto possiamo immaginare, anche con Dio; infatti, non è inusuale avere delle errate aspettative nei confronti dei suoi doni oppure reagire addirittura con disappunto o frustrazione davanti ad essi. Ciò accade quando ci aspettiamo da Dio benessere, salute, serenità e nella nostra vita si presentano difficoltà, malattie e problematiche di ogni genere; in altre parole, quando i doni che Lui ci fa “scartare” hanno un nome ben definito: le prove.
 
Giacomo 1:12-18 Beato l'uomo che sopporta la prova; perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita (lett. la corona che è la vita), che il Signore ha promessa a quelli che lo amano. 13 Nessuno, quand'è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno; 14 invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce. 15 Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte. 16 Non v'ingannate, fratelli miei carissimi; 17 ogni cosa buona (lett. ogni proposito di donare) e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c'è variazione né ombra di mutamento. 18 Egli ha voluto generarci secondo la sua volontà mediante la parola di verità, affinché in qualche modo siamo le primizie delle sue creature.
Giacomo afferma che è beato, ossia felice od addirittura invidiabile, colui che è in grado di accettare una prova dolorosa come un dono perfetto e resistere pazientemente in essa, conservando e coltivando la certezza di un suo esito vittorioso; la corona infatti altro non è che un’immagine della relazione stessa con Dio, pertanto, la perseveranza nella prova è possibile unicamente in virtù della certezza della salvezza e della forza che Dio dona ad ogni credente. Per comprendere la funzione di tale dono, occorre ricordare che Dio ha voluto generarci spiritualmente mediante la salvezza, perché la rigenerazione del credente avviene mediante la fede nel messaggio del vangelo. Ciò fa di noi delle primizie spirituali; in altre parole, noi siamo il primo frutto di un raccolto che Dio farà, quando il male sarà distrutto definitivamente. La prova ha pertanto la funzione di fortificarci e renderci spiritualmente più maturi in vista della perfezione finale al quale siamo stati destinati.
 
Ma tale dono può apparirci anche come sgradito; è interessante infatti osservare che il termine che in italiano è tradotto con “tentazione”, nel greco originale è lo stesso utilizzato per definire la prova. Ciò comporta che ogni circostanza “donata” da Dio può essere vissuta con fede od a danno della fede stessa; può fortificare il credente, se obbedisce appoggiandosi alla fedeltà divina, oppure può indurlo a cedere al male disobbedendo, qualora tale circostanza venga vissuta coltivando un atteggiamento di incredulità. Infatti, la caduta è frutto di un processo che parte dai nostri desideri (od aspettative disilluse) che ci adescano e fanno pressione nelle nostre coscienze fino a farci cedere alle tentazioni e così peccare; pertanto, ogni prova donataci da Dio può trasformarsi in una tentazione alla ribellione ed al peccato e l’esito finale dipenderà dalla libera scelta del credente, perché Dio non tenta nessuno e per Sua natura non ha nulla a che fare con il male. Giacomo ci ricorda perciò che, nelle prove della vita, non possiamo incolpare Dio per i nostri fallimenti, poiché è nostra responsabilità il non cedere nella tentazione di reagire con rabbia, depressione o compromessi che allontanano i figli di luce da loro Padre.
Durante la nostra vita riceveremo sicuramente centinaia di doni, molti di essi ci procureranno solo per breve tempo un senso di appagamento e di entusiasmo; il Signore invece vuole donarci situazioni e circostanze non sempre piacevoli, ma che avranno come finalità la nostra trasformazione spirituale per la Sua gloria. Che possa trovare in ciascuno di noi persone pronte ad apprezzarli.
 
Patrick Galasso