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Gesù disse: "Io sono la via, la verità e la vita, nessuno viene al Padre, se non per mezzo di me" (Giovanni 14:6)

Chiesa Cristiana Evangelica "dei fratelli" di Abbiategrasso

Dio spesso non lo capiamo... Dio spesso non lo accettiamo

 

Gesù, tra i vari miracoli che ha compiuto, ha moltiplicato pani e pesci in due occasioni. La prima è in Matteo 14:13-20 e la seconda in Matteo 15:32-38. Le situazioni sono molto simili. Nella prima Gesù sazia cinquemila persone, oltre a donne e bambini, moltiplicando cinque pani e due pesci. Nella seconda avevano a disposizione sette pani e pochi pesciolini, e Gesù moltiplicandoli sazia quattromila uomini, oltre a donne e bambini. Questi due episodi sono molto conosciuti; il mio intento però è soffermarmi sulla reazione dei discepoli di Gesù.

Nel primo episodio, alla richiesta di Gesù di dare da mangiare alla folla, il dubbio dei discepoli è naturale, infatti loro rispondono... (Matteo 14:17) «Non abbiamo qui altro che cinque pani e due pesci». Quale privilegio assistere ad un simile miracolo! Un'esperienza che lascia il segno, indimenticabile! Interessante notare però ciò che rispondono la seconda volta... (Matteo 15:33) «Dove potremmo trovare, in un luogo deserto, tanti pani da saziare una così gran folla?». Che risposta insolita... dopo aver avuto il privilegio di vedere, non molto tempo prima, il miracolo di Gesù della moltiplicazione dei pani. Perché dunque un tale dubbio?
 
Facciamo un passo indietro... tra la prima moltiplicazione di Gesù e la seconda, c'è un altro miracolo molto conosciuto, Gesù che cammina sul mare (Matteo 14:22-33). I discepoli stanno aspettando di incontrare Gesù, la loro barca è lontana dalla riva in balia di un mare avverso. Gesù cammina sul mare andando incontro a loro ma i discepoli, scambiandolo per un fantasma, gridano di terrore. Gesù fattosi riconoscere permette a Pietro di seguirlo in mare ma Pietro, dubitante dopo qualche passo, necessita dell'aiuto di Gesù per non affondare. Gesù sale sulla barca e il vento si calma... i discepoli dopo aver visto tutto questo esclamano (Matteo 14:33) «Veramente tu sei Figlio di Dio!».
Dopo aver riconosciuto in Gesù il figlio di Dio, perché dunque dubitare nella seconda moltiplicazione dei pani e dei pesci, come se avessero dimenticato il primo miracolo che Gesù ha compiuto in un contesto molto simile? L'evangelo di Marco, che riporta lo stesso episodio, mostra un aspetto complementare che aiuta a comprendere ciò che i discepoli hanno nel cuore.
 
L'episodio di Gesù che cammina sull'acqua è riportato anche in (Marco 6:45-52), al contrario di Matteo non viene riportata la frase «Veramente tu sei Figlio di Dio!» piuttosto negli ultimi due versetti è scritto: "Salì sulla barca con loro e il vento si calmò; ed essi più che mai rimasero sgomenti, perché non avevano capito il fatto dei pani, anzi il loro cuore era indurito."
 
Ecco perché la seconda volta che Gesù sta per moltiplicare i pani e i pesci, i discepoli mostrano i medesimi dubbi, perché non avevano compreso realmente chi Gesù fosse, avevano il cuore indurito. Questo passo non contraddice Matteo, anzi, lo completa. Matteo mostra ciò che i discepoli hanno detto ma non è scritto ciò che loro avevano realmente compreso, ciò che loro realmente credevano. In quel momento, presi dallo stupore e dall'entusiasmo si erano lasciati andare all'emotività dichiarando Gesù figlio di Dio, ma non avevano capito completamente l'implicazione che questo comportava; la parola "anzi" mostra che c'è dell'altro... non solo non avevano capito, ma avevano un cuore duro. "Duro" nell'originale, descrive una parte del corpo coperta da una pelle spessa, da un callo. Quando abbiamo un callo, abbiamo meno sensibilità in quel punto. I discepoli avevano un cuore duro, non sensibile; condivido infatti l'opinione di due commentatori delle Scritture, i quali dimostrano che la durezza di cuore porta alla ribellione ed è essa stessa ribellione contro Dio, quindi peccato.
 
Quante volte noi cristiani non comprendiamo Dio... molte volte! Infatti se Dio dice che le sue vie sono più alte delle nostre, siamo limitati. Però molto spesso non solo non lo capiamo, non vogliamo accettarlo perché lo vorremmo diverso, più simile a noi; vorremmo che agisse secondo il notro modo di vedere le cose, piuttosto che desiderare di essere noi più simili a Lui. Solo Dio può cambiare il nostro modo di vedere la realtà, modificando i nostri desideri, le nostre ambizioni, i nostri interessi facendoli ruotare intorno a Lui. Un conto è dire... "Signore non ti capisco ma mi fido" differente invece "Signore non ti capisco e non lo accetto". Magari non avremo mai il coraggio di dirlo apertamente, ma la nostra insoddisfazione, amarezza, lamentela, parlerà per noi. Possiamo invece chiedere a Dio di darci un cuore sensibile e di aumentarci la fede, per piacergli sempre di più.
 
Fabio Galasso